San Giovanni Bianco. Patria di Arlecchino
San Giovanni Bianco. Patria di Arlecchino
Lo spirito burlone di Arlecchino vive ancora a San Giovanni Bianco, pittoresco borgo medievale e storica tappa nei viaggi del passato verso l’Europa del Nord, crocevia di mercanti, ma anche di giullari e cantastorie. Non è un caso che proprio qui sia nata una delle maschere più simpatiche della Commedia dell’Arte, Arlecchino. La campagna, le strade e le case richiamano i paesaggi del Seicento e le ambientazioni in cui il servitore di una potente famiglia di mercanti riuscì a immaginare e a dare forma alla figura del servo buffone. Nel palazzotto dei Grataroli di Oneta, appena sopra l’abitato, oggi come allora, si respira l’essenza della Commedia dell’Arte tra costumi e cimeli e all’ingresso della casa museo compare una riproduzione dello straordinario affresco risalente alla tradizione dell’Homo Selvadego diffusa nelle comunità retico-alpine e originale matrice della maschera di Arlecchino.
Lo spirito balordo, umile e opportunista di Arlecchino, dotato di un’incontenibile simpatia capace di capovolgere a suo favore ogni situazione, aleggia ancora a San Giovanni Bianco, antico borgo della Val Brembana posto un tempo sulla Via Mercatorum, frequentata non solo da mercanti ma anche da giullari e cantastorie, attratti da possibili e agognati guadagni. Proprio in questo paese, e in particolare nella frazione di Oneta, permeata da un’atmosfera d’altri tempi con le sue vie porticate, i ballatoi in legno e i portali in pietra, la tradizione identifica la nascita di una delle maschere più enigmatiche e complesse della Commedia dell’Arte, Arlecchino, che nell’etimologia del nome richiama diavoli e folletti legati ai riti della fertilità della terra. La storia di Arlecchino è legata a doppio filo con quella del palazzo signorile della ricca famiglia locale dei Grataroli, trasferitasi a Venezia dalle valli bergamasche nel XV secolo per acquisire maggiori ricchezze e fortune, portando con sé i servitori brembani, gli “zanni”, avvezzi ai lavori più umili e faticosi. E forse accadde che proprio uno di loro, particolarmente abile nella recitazione, abbia comicamente rappresentato sulle scene il ruolo da lui realmente ricoperto nella vita quotidiana, e cioè quello del servitore bergamasco costretto ad aguzzare l’ingegno per sopravvivere, favorendo così l’imporsi del personaggio di Arlecchino. Nel palazzo Grataroli, divenuto Museo Casa di Arlecchino, si respira ancora oggi l’essenza della comicità tra maschere, cimeli e uno straordinario affresco che risale alla tradizione dell’Homo Selvadego delle comunità retico-alpine, una figura irsuta e primitiva vestita di pelli e provvista d’istintiva animalità e vitalità, in cui si ritrova l’originale matrice della maschera di Arlecchino.
Dove mangiare
Taverna di Arlecchino
via Oneta 1, località Oneta - San Giovanni Bianco (BG)
Tel. 034542458
Ci troviamo nel bel borgo medievale di Oneta, lungo la Via Mercatorum, immersi nel verde e nella natura. Il locale è all'interno delle scuderie della casa museo di Arlecchino, visitabile al piano superiore. Atmosfera calda e ottimi piatti della cucina del territorio, preparati con passione e cura dallo chef Franco. Buona selezione di vini per il migliore abbinamento al cibo. Servizio cordiale e prezzi nella norma
Trattoria Camozzi
località Cornello 11 - Camerata Cornello (BG)
Tel. 034541306,
[email protected]
trattoriacamozzi.com
Nel borgo che ha dato i natali a Torquato Tasso un ristorante che da più generazioni propone una cucina bergamasca e casalinga, realizzata con materie prime fresche, a chilomentro zero. Dal menu: casoncelli, polenta, salumi e formaggi locali, brasato. Anche bar con servizio di sosta veloce. Accoglienza familiare e servizio premuroso
Ferdy
località Scalvino - Lenna (BG)
Tel. 034582235
[email protected]
agriturismoferdy.com
Nell'alta val Brembana, tra le cime delle Orobie, si soggiorna in un rustico in pietra adagiato in una radura erbosa, attraversata da una pista ciclabile. In cucina si sposano egregiamente i prodotti aziendali con le erbe spontanee del bosco. D'estate, ampia scelta tra passeggiate a piedi, alla ricerca di fossili, e a cavallo, fino a Cornello del Tasso, suggestivo borgo medievale. Si organizzano programmi didattici per le scuole e, per i più giovani, settimane verdi di avviamento all'equitazione. Percorsa una mulattiera, si raggiunge una seconda struttura di proprietà, a 1400 metri d'altitudine, per scoprire il fascino degli alpeggi
Tecla
via S. Gallo 2 - San Giovanni Bianco (BG)
Tel. 3474649687 - 03451631075
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Lo storico bar del paese da alcuni anni è anche una trattoria e pizzeria che sorprende per la buona proposta. La cucina del territorio si esprime in ottimi piatti tradizionali e casalinghi come, per fare qualche esempio, casoncelli, maltagliati, polenta "concia", taglieri di salumi e formaggi di qualità e stracotto d'asino. Tutto è servito in un ambiente cordiale e familiare. Ottimo il rapporto qualità prezzo
Dove dormire
Ferdy
località Scalvino - Lenna (BG)
Tel. 034582235
[email protected]
agriturismoferdy.com
Nell'alta val Brembana, tra le cime delle Orobie, si soggiorna in un rustico in pietra adagiato in una radura erbosa, attraversata da una pista ciclabile. In cucina si sposano egregiamente i prodotti aziendali con le erbe spontanee del bosco. D'estate, ampia scelta tra passeggiate a piedi, alla ricerca di fossili, e a cavallo, fino a Cornello del Tasso, suggestivo borgo medievale. Si organizzano programmi didattici per le scuole e, per i più giovani, settimane verdi di avviamento all'equitazione. Percorsa una mulattiera, si raggiunge una seconda struttura di proprietà, a 1400 metri d'altitudine, per scoprire il fascino degli alpeggi
Luna
via P. Boselli 48 - San Giovanni Bianco (BG)
Tel. 3391527796
È un piccolo e curato b&b a conduzione familiare. Le camere sono essenziali ma ampie, pulite e confortevoli, ottima la colazione e tra le comodità c'è anche un piccolo parcheggio riservato. Merita una citazione anche la cortesia e professionalità della proprietaria attenta alle esigense dei propri ospiti