La Pitina della Val Tramontina
Itinerario
La Pitina della Val Tramontina
La Val Tramontina ha una lunga tradizione di norcineria “povera”: emblema di questa realtà è la pitina, sorta di polpetta affumicata nata dall’esigenza di conservare la carne in mancanza di sistemi di refrigerazione. La prima tappa dove gustarla è Meduno. Le carni utilizzate sono di pecora, capra o cervo, la concia comprende sale di Cervia, pepe, aglio di Resia, vino Refosco, erbe aromatiche, l’affumicatura viene eseguita utilizzando legna non resinosa dei boschi circostanti. A Tramonti di Sopra la pitina si può anche gustare a tavola insieme ad altri salumi e latticini tipici della zona quali lo speck e il formaggio salato. Si può mangiare cruda, scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata con burro e cipolla oppure cotta nel latte di vacca appena munto.
La scenografica Val Tramontina ha una lunga tradizione contadina e di norcineria “povera”: emblema di questa realtà è la pitina, sorta di polpetta affumicata nata dall’esigenza di conservare la carne in mancanza di sistemi di refrigerazione. Se si uccideva un camoscio o un capriolo, se si feriva o ammalava una pecora o una capra (troppo preziose per essere macellate), si doveva trovare il modo di non sprecare nulla. Alla carne, tritata finemente nella pestadora (un ceppo di legno incavato), si aggiungevano sale, aglio, pepe nero spezzettato. Le polpette così ottenute erano nella farina di mais e si facevano affumicare. La ricetta oggi è un po’ “ingentilita” anche grazie all’aggiunta di grasso suino che ne smorza il sapore un po’ selvatico. La prima tappa dove gustarla è la macelleria di Filippo Bier a Meduno. Le carni utilizzate sono di capra o pecora provenienti da fattorie del Triveneto (cervo quand’è stagione di caccia), la concia comprende sale di Cervia, pepe, aglio di Resia, vino Refosco, erbe aromatiche, l’affumicatura viene eseguita utilizzando legna non resinosa dei boschi circostanti. A Tramonti di Sopra sono ben due gli indirizzi fidati dove trovare questa specialità: la macelleria La Tana delle Pitine, gestita dai fratelli Manuel e Sandro Gambon i quali sono stati più volte premiati per il loro salume, e l’agriturismo Borgo Titol. Qui la pitina si può anche gustare a tavola insieme ad altri salumi e latticini tipici della zona quali lo speck e il formaggio salato. Si può mangiare cruda dopo almeno un mese di stagionatura, scottata nell’aceto e servita con la polenta, rosolata con burro e cipolla oppure cotta nel latte di vacca appena munto.
Dove mangiare
Ponte Maraldi
Via Ponte Maraldi - Meduno (PN)
Tel. 339 5357050
pontemaraldi@hotmail.it
agriturismopontemaraldi.it
Cucina tipica friulana per questo agriturismo a conduzione familiare ubicato all'inizio della Val Tramontina. Immerso nel verde, circondato da ampi spazi, ideali per i bambini grazie ai giochi, agli animali di bassa corte e all'allevamento di caprette, propone una cucina stagionale realizzata con le materie proprie o locali. Possibilità di acquistare i prodotti dell'azienda.
Dove dormire
Leon d'Oro
Piazza Italia 1 - Maniago (PN)
Tel. 0427 71118
info@leondoromaniago.it
leondoromaniago.it
Di recente ha cambiato gestione ma questo piccolo albergo rimane sempre un ottimo punto di partenza per escursioni nei dintorni. Le poche camere (solo 7) sono semplici ma curate e si affacciano sulla piazza principale del paese. La colazione all'italiana è servita in un salone in stile coloniale. Completa l'offerta il piano bar, ben fornito e ideale per trascorrere una serata piacevole. Atmosfera cordiale, personale giovane e attento.